Amazon Health: la Salute ha un nuovo concorrente

Siete pronti a far conoscere tutte le vostre patologie ad Amazon?

Amazon Health

Ebbene sì, il gigante dell’e-commerce quest’anno è entrato a pieno regime nel settore medicale, con Amazon Health.

Ma non è la prima volta che Amazon si mostra interessata alla salute: negli anni 2000, infatti, ha investito in Drugstore.com, una piattaforma online di vendita di farmaci.

Adesso, però, la cosa è ufficiale: Amazon ha acquisito la famosa farmacia online americana PillPack per circa un miliardo di dollari. E non solo, ha anche raggiunto un accordo con due tra i più grandi gruppi di investimento al mondo, JPMorgan Chase e Berkshire Hathaway.

Questo accordo è strategico per Amazon, e le permette di investire molti soldi nel settore della salute senza dover sottostare alle immediate logiche del profitto per far sopravvivere il progetto.

Ed è proprio la logica no-profit di Amazon – la stessa che utilizza in tutti i suoi business – che renderà davvero difficile competere con il suo monopolio.

Questo perché le aziende sanitarie devono per forza appoggiarsi al profitto per poter apportare delle modifiche innovative alla propria strategia senza soccombere, mentre Amazon può contare su una rete capillare di centri di distribuzione sul territorio, su metodi di spedizione innovativi e su una supplychain che le garantisce una presenza di spicco in tutto il mondo.

Oltre, naturalmente, a tutte le infrastrutture online del proprio portale, il cloud che utilizza e la propria, potentissima, strategia di Customer Satisfaction, che negli anni non fa che aumentare la fiducia che i propri utenti nutrono nella piattaforma, con un netto distacco dagli altri e-commerce.

Tutti i settori di Amazon Health

In che modo Amazon desidera inserirsi nel settore dell’Healthcare?

1. Farmacia online

Principalmente attraverso la vendita di farmaci da banco online, che permetterà agli utenti di acquistare farmaci che non necessitano di prescrizione medica direttamente sulla piattaforma online di Amazon.

Una sorta di farmacia online, come già ne esistono diverse in America, ma con quella fiducia in più nella piattaforma necessaria per competere in un business delicato come quello della salute, dove la fiducia nel rivenditore è forse la cosa più importante per un paziente.

2. Ricerca scientifica

In secondo luogo, Amazon si propone come facilitatore per le ricerche scientifiche nel settore biomedicale, grazie al copioso finanziamento (più di 900 milioni di dollari) offerto a GRAIL, un’azienda medico-scientifica con l’obiettivo di diagnosticare il cancro prima che sia necessario curarlo. Grazie a questo finanziamento, GRAIL permette ad Amazon di accedere ad un enorme database di dati genomici e a complessi strumenti di analisi biometriche.

Ma come può facilitare la ricerca? Attraverso AWS (Amazon Web Service), il progetto che permette alle società scientifiche e alle assicurazioni di velocizzare i tempi di elaborazione dei propri dati e di poter collaborare a livello internazionale attraverso il cloud, in modo da poter dedicare la maggior parte delle proprie energie alla costruzione del progetto di ricerca, il vero cardine portante su cui ruota tutto il loro lavoro.

AWS può garantire diverse opportunità, come il monitoraggio dei pazienti, la registrazione digitale dei dati medicali e la loro conservazione nel cloud, oltre a fornire software gestionali per la supply chain.

3. Ospedali

Ma ad Amazon non basta lavorare con le aziende scientifiche, biotecnologiche e assicurative: vuole entrare anche negli ospedali.

Amazon, infatti, sta lavorando a diversi esperimenti ospedalieri con Alexa, il software vocale in cloud.

Ospedali come Northwell, Mass General, e Boston’s Children’s Hospital hanno aderito all’iniziativa per poter utilizzare Alexa come strumento vocale per compilare le cartelle cliniche dei pazienti, riducendo così il tempo di scrittura (in molti ospedali ancora manuale, mentre in altri svolta al computer) che secondo un’analisi scientifica occupa almeno 90 minuti di lavoro al giorno di medici e personale sanitario.

Amazon non è l’unica azienda a voler entrare nel settore “vocale” in ambito medico, e questo va naturalmente a suo vantaggio. Altre start-up note come Dragon Medical, o meno note come Suki, Notable e Saykara potrebbero essere potenziali acquisizioni future.

La corsa sanitaria di Amazon, per adesso, è ostacolata soltanto dagli standard pubblici americani che riguardano il settore della salute. Infatti, Amazon non ha ancora ottenuto la licenza HIPAA (Health Insurance Portability and Accountability Act del 1996) per Alexa, il che gli rende difficile poter produrre di suo pugno del materiale davvero sanitario.

4. Rete di cliniche sul territorio

Non che la sua ambizione possa essere frenata da ciò. L’acquisizione di Whole Food, una delle catene di negozi di alimentari più grande a livello internazionale, ha convinto Amazon a creare una vera e propria catena internazionale di cliniche mediche Whole Food, chiamata “Whole Food Medical Clinic“, come dichiara il fondatore di Whole Food, John Mackey, sulla rivista Bloomberg.

In questo modo, Amazon si assicura la creazione di cliniche che trattino il benessere a 360°, partendo proprio dall’alimentazione, sempre più sotto le mire di un pubblico ora più che mai attento alla propria salute alimentare.

5. Medicina iper-personalizzata

Idealmente, per trattare i pazienti nel modo più corretto possibile bisognerebbe entrare nelle loro case, vedere qual è il loro stile di vita e cucire su misura un piano di cure personalizzato. Qui ho già trattato l’argomento, delineando la traiettoria teorica in cui la Medicina Iper-Personalizzata si sta affermando.

Amazon Echo, in questo caso, è il Cavallo di Troia di Amazon per poter accedere alle nostre informazioni altrimenti celate dietro gli spessi muri delle nostre abitazioni.

E non è un caso che Echo sia stato uno dei prodotti più sponsorizzati e, di conseguenza, più venduti proprio in questo Natale.

Contenente il software vocale Alexa, Amazon Echo è un controller di domotica casalingo, e può controllare gli elettrodomestici, le luci e la caldaia attraverso semplici comandi vocali.

Tuttavia, Echo può anche essere utilizzato come reminder per l’assunzione dei farmaci, controllando l’aderenza del paziente ai trattamenti. Inoltre, attraverso la videocamera, Echo è in grado di monitorare la pressione sanguigna e la frequenza del battito cardiaco, oltre a percepire l’andamento della deambulazione e identificare le cadute e le situazioni di emergenza medica.

In un mondo in cui il numero degli anziani sta crescendo a dismisura (rispetto alla popolazione al di sotto dei 70 anni), Echo potrebbe essere un’utile soluzione per monitorare i propri cari rimasti soli al domicilio, senza dovervisi recare di persona in modo continuativo.

Inoltre, Echo potrebbe diventare un vero e proprio hub per una serie di servizi medicali di telemedicina, di aziende sanitarie digitali, di psicologi e di altri servizi di controllo dei pazienti al domicilio (si pensi ad anziani, disabili fisici o mentali, epilettici, narcolettici, ecc.).

Amazon ha anche fondato un nuovo progetto, Alexa Diabetes Challenge, che utilizza una strumentazione innovativa per identificare il piede diabetico (una sorta di bilancia che funge da scanner). Questa viene utilizzata anche per rispondere a domande sulla salute, o per inviare richieste di emergenza a strutture pubbliche e ai propri cari.

Tutto ciò cosa comporta?

I progetti di Amazon hanno un peso importante nella previsione dei bisogni sanitari delle persone.

Conoscendo i farmaci che gli utenti acquistano dalla propria piattaforma, attingendo ai dati di numerose ricerche scientifiche ed entrando nelle case dei pazienti, Amazon si assicura un posto in prima fila nel mercato della salute, garantendosi la possibilità di prevedere i trend medicali e restando sempre avanti di un passo rispetto ai competitor.

Non solo Amazon

Ad ogni modo, Amazon non è l’unica a voler entrare nel mercato della salute.

Apple sta cercando di portare la sua visione customer-center anche nel settore medico, con app e device studiati per l’healthcare.

Google sta da alcuni anni sviluppando un’AI per il controllo della salute di tutti i giorni, mentre Microsoft sta già da tempo vendendo Azure agli ospedali e alle aziende sanitarie per permetter loro di gestire i dati dei propri pazienti in cloud.

E, tenendo conto dell’interesse di queste grandi aziende, è facilmente intuibile quanto un settore delicato come quello della salute sia fruttuoso a livello economico.

E le conseguenze sulla sanità pubblica potrebbero essere irreversibili, con una ricaduta importante sui welfare delle nostre società.

A parer mio, è importante analizzare adesso (prima che queste grandi aziende irrompano nel settore) le conseguenze sulla società e sul concetto stesso di salute che giganti come Amazon stanno cercando di “distruggere” (nel senso “disruptive del termine), per intervenire preventivamente eventuali problematiche.

Non è per forza un problema, infatti, dire ad Amazon tutte le nostre patologie, a patto che non vengano lesi i diritti dell’uomo, come la tutela della privacy o la presenza di uno Stato dotato di un welfare forte, inclusivo e alla portata anche dei meno abbienti.

Annalisa Viola

Per approfondire:

Amazon Health: https://amzn.to/2GH3o1k

Amazon AWS: https://aws.amazon.com/it/health

Amazon In Healthcare: The E-Commerce Giant’s Strategy For A $3 Trillion Market, CBInsight: https://bit.ly/2ERY6xz

Echo e Alexa i più venduti a Natale 2018: https://bit.ly/2SrZ8nU

Whole Food Medical Clinic su Bloomberg: https://bloom.bg/2StdkwL

Informazioni su Annalisa Viola

Psicologa
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