WikiToLearn: 10 motivi per cui rivoluzionerà il mondo dell’educazione

I sistemi scolastici odierni risentono di un forte gap generazionale. L’innovazione tecnologica ha modificato il nostro modo di intendere la cultura, ha permesso di fruirne gratuitamente in grandi quantità, ma ha anche abbassato la qualità dei contenuti, abituando gli utenti a letture sempre più semplici, per punti schematici, con immagini, video e altre strategie di cattura dell’attenzione che nelle scuole non è possibile né conveniente attuare. Le esperienze vissute dagli studenti a scuola sono quindi notevolmente diverse da quelle che vivono al di fuori di essa e, per tale ragione, l’apprendimento diventa sempre meno ancorato alla realtà.

Per questo, non senza un velo di provocazione, voglio mostrarvi i 10 motivi per cui WikiToLearn, la piattaforma no-profit fondata da Riccardo Iaconelli, intervistato da Psybernetic and more, ha il potenziale per inserirsi all’interno di quel gap.

wiki to learn riccardo iaconelli

Riccardo Iaconelli, founder di WikiToLearn

Alla conferenza internazionale Wikimania, un ciclo di incontri tenuti dai membri di Wikimedia di tutto il mondo, ho avuto il piacere di conoscere Riccardo Iaconelli, founder di una piattaforma educativa no-profit orientata alla diffusione gratuita e condivisa del sapere: WikiToLearn.

Riccardo, laureando in Fisica dell’Università Milano-Bicocca, nonostante sia solo agli inizi della creazione del suo progetto, ha le idee molto chiare sul mondo dell’educazione: deve essere gratuito, condiviso e prodotto da tutti. Incarnando lo spirito wikipediano, Riccardo mi spiega come lui ed altri studenti stiano lavorando ad un progetto di condivisione di libri di testo universitari scritti dal basso. La sua energia mi colpisce profondamente, e vedo nel suo progetto la scintilla dell’innovazione. E avevo ragione: soltanto cinque mesi più tardi, lancerà la prima versione di WikiToLearn, e per l’occasione ho deciso di intervistarlo.

Durante l’intervista, noto subito che il suo entusiasmo non è calato di una virgola, e parlando mi accorgo che il suo pensiero si è molto sistematizzato rispetto a quando lo avevo conosciuto. Il suo progetto si è diffuso su scala internazionale, coinvolge le più importanti Università del mondo, e le sue tesi fondanti potranno – a mio parere – rivoluzionare il mondo dell’educazione.

« La storia dell’educazione – mi spiega Riccardo – si è evoluta dalla trasmissione orale della cultura, facilmente accessibile ma difficile da rielaborare, a quella scritta, che ha permesso di diffondere le teorie delle diverse discipline di studio, ma che è passata in mano ai pochi autorevoli studiosi che potevano permettersi di scrivere un intero libro su un argomento.
Con l’avvento di internet è stato possibile diffondere la cultura in modo più rapido ed economico, ma i contenuti hanno perso di qualità.
WikiToLearn unisce i valori positivi della cultura orale, quella di essere a portata di chiunque, e quella scritta, che permette di essere criticata e rielaborata.
Il tutto su una piattaforma web che ne permette l’immediata diffusione e l’assoluta gratuità. »

In cosa consiste WikiToLearn?

WikiToLearn è un portale in cui è possibile scrivere libri universitari collaborando con studenti, studiosi e professori di tutto il mondo. Sulla piattaforma l’utente può rivestire due ruoli, anche in contemporanea: quello dello scrittore e quello del lettore.

Lo scrittore decide di aprire un corso su un determinato argomento. Ciascun corso è formato da diversi capitoli, a loro volta suddivisi in più sezioni, esattamente come un libro di testo. Inizia a scrivere ciò che sa sull’argomento, magari rielaborando i suoi appunti universitari, utilizzando il suo personale stile di scrittura, sebbene serve che segua le linee guida generali del manuale di WikiToLearn.

Altre persone, che conoscono bene l’argomento trattato, possono contribuire, correggendo e aggiungendo quelle sezioni o quei capitoli che mancano. Oppure, se non trovano che il primo scrittore abbia spiegato in modo esaustivo e comprensibile l’argomento, possono proporre un proprio corso, utilizzando anch’essi il proprio stile di scrittura.

Il lettore, dall’altro lato, effettua una selezione del materiale che decide di voler studiare. Se un corso universitario è ben organizzato, può essere il professore stesso a selezionare le parti che vuole che gli studenti studino, evitando loro di comprare diversi libri per compensare le lacune di un testo. Altrimenti, lo studente può liberamente decidere di volersi interessare solo ad alcune parti dell’argomento, magari integrando più punti di vista per avere una visione completa di ciò che desidera imparare.

Le parti di testo selezionate dal lettore convergono in un libro che lui stesso confeziona per sé, e che rimane online e può essere scaricato, così come ha deciso di strutturarlo lui, anche da altri utenti.

« Noi non vogliamo una versione “ufficiale” di un libro. Più sono vari e rielaborati i contenuti, più incrementiamo la qualità del nostro servizio. Anche se l’autore, o gli autori, compaiono come scrittori di un determinato testo, il libro diventa frutto di un lavoro e di una revisione comunitaria. »

Utilizzando vari criteri, tra cui un sistema di votazione interno e il numero di downloadun libro “assemblato” dal lettore può essere messo in risalto rispetto agli altri, in modo da rendere più facilmente individuabili quei libri che sono stati dai più percepiti come utili e attendibili, scansando di conseguenza quelli meno comprensibili, poco affidabili o scorretti.

Ma quali sono i 10 motivi per cui WikiToLearn sarebbe rivoluzionario?

Come ho scritto nell’incipit, i contenuti sul web sono disponibili in grande quantità ma sono troppo spesso di scarsa qualità. Uno dei motivi principali è che si è abbassata notevolmente la soglia dell’attenzione negli anni, e ciò ha portato il distributore medio di contenuti ad abbassare la propria qualità d’informazione, prediligendo articoli brevi, pieni di video e immagini, con piccole liste per punti e semplificando eccessivamente argomentazioni complesse. Cosa c’entra questo con WikiToLearn?

Se la vostra attenzione vi ha permesso di arrivare fin qui senza scrollare la pagina per leggere solo i titoli dei 10 punti, non solo vi accorgerete che buona parte di questi motivi sono già stati inseriti nel testo precedente, ma capirete anche perché il tema della qualità dei contenuti è l’elemento più rivoluzionario di tutti gli altri.

1. WikiToLearn è una comunità

Le persone si riuniscono su questa piattaforma per un unico scopo: il sapere collettivo. In questo modo, si creano vere e proprie collaborazioni tra gli utenti, che possono organizzarsi per scrivere o seguire un determinato corso.

« Io vedo l’educazione come un edificio, in cui ciascuno pone la sua parte di mattoni per collaborare alla costruzione dell’intero sapere. È importante che si formi una community all’interno di WikiToLearn, altrimenti il materiale non vive. »

2. Non c’è un solo stile di scrittura

Le persone non scrivono tutte nello stesso modo, ma ciascuno di noi ha il proprio stile di scrittura, che risente della formazione accademica, della personalità e del nostro modo di vedere il mondo. Tutto ciò è un valore aggiunto a qualsiasi testo.

« Se una persona si esprime al meglio con un determinato stile di scrittura, non ha senso privarlo di questa sua capacità. Diversamente da Wikipedia, che per definizione diffonde un sapere enciclopedico che quindi necessita di uno specifico stile di scrittura, nei libri è possibile e spesso necessario mantenere l’attenzione del lettore anche attraverso strategie stilistiche, senza che questi perdano necessariamente di credibilità, rispetto a un’enciclopedia. »

3. Abolisce il concetto di neutralità

Oltre a poter scrivere nello stile a cui si è più inclini, la più grande innovazione che WikiToLearn porta all’educazione consiste nell’abolizione del concetto di neutralità. Molte materie di studio possono essere studiate alla luce di molti punti di vista diversi, e il lettore deve avere la possibilità di conoscerli per formarsi la propria opinione.

Quindi, far sì che un testo sia scritto in modo neutrale, senza propendere per nessuna reale opinione, sembrerebbe il metodo più indicato, ed è per questo che Wikipedia mantiene un rigido controllo dello stile enciclopedico con cui vengono scritte le sue pagine.

Tuttavia in un libro didattico, sottolinea Riccardo, questo impoverisce l’argomento trattato, e non permette al lettore di avere una visione davvero completa del tema.

« I libri di testo non possono essere neutrali, ma devono permettere allo scrittore di spiegare l’argomento al meglio delle proprie potenziali argomentazioni. Sarà l’algoritmo della piattaforma, poi, a mostrare all’utente quei libri che mostrano un maggior grado di credibilità, attraverso varie metriche come le recensioni e il numero di download. Senza le opinioni, ci priviamo della grande opportunità di comprendere la complessità di un tema. »

4. Il concetto di copyright perde di importanza

Nonostante sia possibile rivendicare la paternità del proprio testo, la possibilità per chiunque di aggiungerne delle parti, correggere gli eventuali errori presenti e rielaborare i contenuti rende inutile il concetto stesso di copyright, così come inteso e concepito nell’800.

Una volta messo online un corso, e una volta deciso di renderlo pubblico, non ha più senso chiedersi a chi appartenga quel contenuto, ma è appannaggio di tutti. Il copyright, unito alla licenza Creative Commons, serve solo a garantire che chiunque riceva il testo goda delle piene libertà di utilizzo, rielaborazione e condivisione.

5. Tutti noi possiamo fare cultura

Temi come il copyright e la neutralità perdono di importanza perché lo scopo non è quello di valorizzare lo scrittore in quanto unico detentore del sapere. La cultura è di tutti, chiunque deve potervi accedere, e rendere disponibili le proprie conoscenze è un dovere morale.

« Chiunque conosce molto bene qualcosa, qualsiasi cosa, anche solo in modo parziale. Da qualche parte nel mondo c’è sicuramente qualcuno che vorrebbe avere quelle nozioni, ed è dovere di chi le ha di condividerle. »

6. La cultura deve essere gratuita, tutta 

In virtù di quanto sostenuto da questo progetto, la conoscenza non può che essere gratuita, libera, fatta di scambi reciproci.

« I libri vengono venduti perché il lavoro che vi è alla base è complesso e merita un compenso. Tuttavia, in questo modo si priva alla maggior parte delle persone, che magari conoscono un argomento molto bene solo in parte, di poter divulgare le proprie conoscenze e partecipare così a uno scambio reciproco di sapere. »

7. Il lettore diventa protagonista attivo

Rendere gratuito il sapere significa togliere l’autorità allo scrittore. O meglio, significa diminuire il suo grado di autorevolezza riguardo uno specifico argomento, dando in mano al lettore la scelta finale dell’assemblaggio del sapere.

« Su WikiToLearn esiste un filtraggio a posteriori, anziché a priori: non è l’autore (o l’editore) a selezionare cosa inserire all’interno di un libro, ma il lettore stesso. L’autorevolezza non è più solo dell’autore, ma anche del selezionatore. »

Quando il lettore seleziona la parti di un corso che desidera inserire in un unico tomo, questo sarà pubblico e scaricabile nella sua interezza. Man mano che i lettori filtrano i contenuti, questi saranno più visibili sulla piattaforma, creando quello che potrebbe essere il testo “perfetto” per un dato argomento, ma che in realtà è in continua trasformazione. Il lettore può finalmente partecipare come elemento attivo alla costruzione del proprio sapere.

« A me viene in mente sempre la figura dell’imbottogliatore privato di whisky. Questo professionista non produce direttamente il proprio liquore, ma seleziona quello che più gli aggrada da varie distillerie, vendendo poi la sua personale selezione finale. Le persone comprano dall’imbottigliatore privato perché il suo modo di selezionare, valutato e recensito da terzi, acquista un’autorevolezza che consente di fidarsi del suo lavoro.
La stessa cosa accade al nostro lettore: se i suoi libri, da lui selezionati con cura, riscontrano un ampio successo, egli acquisirà credibilità sui contenuti, nonostante non abbia scritto di proprio pugno il materiale. »

8. Apprendere è elaborare per creare nuovi contenuti

La differenza tra l’apprendimento e il sapere nozionistico è cruciale nel mondo dell’educazione. Sebbene il sistema scolastico sembri favorire il secondo, in realtà l’apprendimento è ciò a cui davvero, con grande difficoltà, aspira.

Apprendere non significa conoscere i fatti e le opinioni degli altri, ma elaborare i propri a partire dalla conoscenza di questi. E nulla può farlo meglio di un libro, secondo Riccardo:

« Possiamo seguire lezioni frontali e convegni, ma se davvero vogliamo comprendere un concetto, dobbiamo scriverlo, prendere appunti e rielaborarli in un secondo momento a casa. Dobbiamo leggere libri sull’argomento, per completare ciò che l’insegnante ha spiegato, e non possiamo limitarci a strategie diverse dal libro. Ad esempio, molti ci chiedono perché non integriamo dei video formativi nella piattaforma, e io rispondo sempre che la creazione di video non può essere collaborativa, quindi si perderebbe molto materiale che solo un testo scritto può esporre in tutta la sua complessità. »

Il libro, infatti, è un modello testato: si usa da secoli e tutti sono pratici nell’utilizzarlo. Leggere e scrivere è ciò che ci consente di apprendere anziché “subire passivamente” (o memorizzare). Per apprendere, cioè far propri i contenuti studiati, è necessario rielaborare, agire attivamente sul materiale, smontarlo e riassemblarlo finché non ne esce qualcosa di nuovo.

9. Innovazione, non rivoluzione

Le tecnologie servono per togliere le barriere alla conoscenza, permettendo di diffonderla in tempo reale in tutto il mondo, distribuendola senza costi aggiunti.

« Non mi piace la parola “rivoluzione”, non si addice al lavoro che i miei colleghi ed io stiamo facendo. Molto meglio parlare di “innovazione”: stiamo innovando un sistema preesistente, adeguandolo al nostro futuro. Non c’è nulla di rivoluzionario in tutto ciò. »

10. Il ritorno alla complessità del sapere

Con WikiToLearn si ha una sensazione spiacevole: sembra che stia semplificando il complesso prodotto dello scrittore di manuali divulgativi, seguendo la logica dell’ingegnerizzazione della conoscenza.

Questa sensazione prodotta dall’intendere la cultura come un’opera ingegneristica non è del tutto immotivata: di fatto, scomporre e ricomporre parti di libri di testo per creare nuovi libri sembra lo stesso processo abbastanza meccanico, e non è detto che le persone trovino utile il sistema, così come è concepito.

Tuttavia, l’intento non è tanto quello di semplificare il processo di creazione della conoscenza, quanto quella di valorizzarne la complessità.

Nonostante Riccardo non identifichi questo lavoro nell’aggettivo “rivoluzionario” (v. punto 9), per me sapere che qualcuno abbia creato una piattaforma in grado di fornire contenuti di qualità, senza piegarsi alle logiche dell’attenzione sul web, per donare un nuova dignità ai concetti complessi, è qualcosa che ha del rivoluzionario.

Se la piattaforma di per sé non applica delle tecnologie “rivoluzionarie”, ma adatta qualcosa di off-line (il libro) all’online – e quindi può essere definita semplicemente “innovativa” -, l’ideologia che è alla base ha un potenziale davvero rivoluzionario: se avesse successo, potrebbe superare l’efficacia che ha avuto Wikipedia nel diffondere la cultura, ridonando prestigio alla qualità dei contenuti e alla complessità delle argomentazioni. Se tutti i fruitori del web iniziassero a ragionare in termini di attendibilità e complessità, senza sentirsi semplicemente ignoranti ma percependo la propria autorità in quanto lettori, gli scrittori di contenuti saranno costretti a migliorare la qualità dei propri prodotti, ad eliminare le immagini catchy, i titoli clickbait, le bufale diffuse solo per creare una reazione emotiva anziché una riflessione argomentata.

Se questo metodo funzionasse, e io da buona psicologa ho una profonda fiducia nell’umanità, cambierebbe il modo di fare informazione sul web, cambierebbe il modo di diffondere e trasformare la cultura.

Per cui mi dispiace Riccardo, ma ti tocca avere un titolo “rivoluzionario” come questo accanto al nome della tua piattaforma…

Annalisa Viola

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Informazioni su Annalisa Viola

Psicologa
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2 risposte a WikiToLearn: 10 motivi per cui rivoluzionerà il mondo dell’educazione

  1. nemobis ha detto:

    Grazie per l’articolo sull’importante argomento. Salta subito all’occhio che i 10 vantaggi sono condivisi da Wikibooks, il padre putativo di WikiToLearn (nonché da Wikiversity, sua derivazione), nato qualche anno prima e tuttora piú grande di qualche ordine di grandezza. Per fortuna abbiamo molteplici progetti che lavorano tutti nella medesima direzione. 🙂

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