Obesità e motivazione: la tecnologia di BiiHar

L’obesità è una patologia che compromette il benessere psicofisico delle persone che ne soffrono. Questa delicata situazione non può essere gestita dal singolo nutrizionista o dal solo medico, ma è necessario lavorare in un team multidisciplinare che preveda anche un sostegno psicologico. Per conoscere meglio come poter agire con un paziente obeso, ho intervistato Marco Casto, laureato in Psicologia e COO di BiiHar, un progetto dedicato a introdurre l’approccio multidisciplinare e orientato alla motivazione all’interno di una app.

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L’obesità è un problema più che affermato nella società Occidentale  di questi ultimi anni.

Recenti statistiche hanno affermato che, solo in Italia, ben l’11% ha un problema alimentare di questo genere, un dato che è destinato ad aumentare fino al 17% nel 2025.

La motivazione

Il problema principale che affronta la persona obesa è quello di avere delle cure parcellizzate e molto rigide, che spesso non riescono a produrre un cambiamento profondo sul lungo periodo.

Marco Casto, laureato in psicologia e COO del progetto e futuro spin off BiiHar, ne è convinto:

“Dai diversi focus group che abbiamo svolto nel Centro di Obesità di Cagliari, in molti partecipanti è emerso un desiderio di maggiore vicinanza con i professionisti che li accompagnano durante il loro percorso. Generalmente quando entrano in un centro, si percepiscono come dei numeri e nulla più, sta ai professionisti trattarli nella totalità della loro persona in modo che la loro motivazione non venga minacciata.”

BiiHar è un sistema che connette le persone obese ai professionisti che le seguono nel loro percorso terapeutico. Tali professionisti, qualora notino un decremento dei risultati dei loro pazienti, potranno motivarli in maniera diretta e, viceversa, i pazienti potranno condividere i loro miglioramenti in modo istantaneo, ricevendo così un feedback più rapido anche per i risultati quotidiani più piccoli.

“Il rinforzo vicariante – sottolinea Marco durante l’intervista – è una delle cose più importanti per la buona riuscita della terapia”

La motivazione intrinseca è la leva con cui è possibile innescare il cambiamento. Purtroppo i professionisti che si occupano di un caso clinico non possono essere di supporto per tutte le piccole e grandi difficoltà che una persona obesa deve affrontare giorno dopo giorno.

“La cosa fondamentale è dare valore alla qualità del miglioramento”

Non solo, ma fornire un feedback positivo al paziente motiva anche il professionista, che riesce ad avere una visione più personalizzata della cura e riesce a godere appieno dei risultati che è riuscito a far ottenere al suo paziente, oltre a poter intervenire per tempo nel momento in cui c’è un lieve decremento della performance.

Dopo aver partecipato al Contamination Lab dell’Università di Cagliari, Marco, Maria Giovanna Lovicu e Salvatore Chillotti, i tre fondatori di BiiHar, hanno ottenuto i fondi necessari per ingaggiare una Software House e implementare il loro progetto.

Questo grazie al supporto di Sardegna Ricerche Make a Cube, ed all’ incubatore Impact Hub Milano che ha creduto in loro, dando loro la possibilità di sviluppare il progetto in tempi brevi.

Giovanna Lovicu, CEO di BiiHar, parte dalla sua situazione personale di obesità per costruire una app che aiuti chi ne è affetto a raggiungere risultati significativi.

La multidisciplinarità

Ma la chiave del progetto è l’approccio multidisciplinare. All’interno di BiiHar convergono diverse figure professionali, che ruotano attorno al paziente: medici, personal trainer, nutrizionisti e psicologi. Questi ultimi rivestono un ruolo centrale nel fare da collante con le altre figure professionali, perché lo psicologo è colui che fa esperienza diretta dei bisogni e desideri del paziente.

“Per fare un esempio, le diete suggerite dagli specialisti non tengono conto di come ciascuna persona viva la propria quotidianità: se qualcuno trae piacere nel cucinare piatti elaborati, una dieta con piatti semplici da preparare verrà presto abbandonata.”

Alla base di questa patologia alimentare, infatti, esistono diverse cause possibili, spesso interrelate tra loro, come difficoltà psicologiche, scarso movimento fisico e patologie fisiologiche. È per questo che si rende necessaria la presenza di diverse figure professionali che lavorino in sinergia.

Tuttavia queste figure, per ragioni di tempo e di spazio, spesso non riescono a comunicare tutte insieme sui loro casi specifici. BiiHar vuole quindi ottimizzare questo processo interno, permettendo non solo ai professionisti di comunicare – e motivare – il paziente in modo immediato, ma anche di permettere a questi specialisti di poter collaborare tra loro.

“La terapia deve essere un puzzle, composta da tanti tasselli diversi, ciascuno con le proprie peculiarità. Un tassello, preso singolarmente, non è utile al fine di comprendere il disegno generale di aiuto all’intera persona.”

Per adesso, i giovani ragazzi sono in fase di sviluppo e test del loro sistema all’interno del Centro per Obesi di Cagliari, e il loro progetto è quello di ottimizzare i processi interni a tutti i centri per l’obesità italiani che fanno della multidisciplinarità il loro metodo terapeutico. In futuro, BiiHar desidera proiettare il progetto verso nuove tipologie di centri specializzati, come quelli bariatrici, e a collegare questo monitoraggio ad altre applicazioni e wearable biomedicali.

Non resta che augurare a questi ragazzi di riuscire nel loro nobile intento di aiutare le persone con questa particolare difficoltà. Sperando che, con la loro BiiHar, riescano a far comprendere al mondo ospedaliero la necessità di ottimizzare i processi interni, non solo per velocizzarli e renderli più sicuri, ma soprattutto per favorire la multidisciplinarità come approccio terapeutico che abbia una visione olistica, e non parcellizzata, del paziente finale.

Annalisa Viola

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Psicologa
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